Ostia – Questa mattina il flash mob ‘The Wall’ organizzato a piazza Anco Marzio, a Ostia, per chiedere l'abbattimento del "lungomuro" e di ogni opera abusiva presente sul litorale, un problema non solo locale ma nazionale. All’iniziativa, organizzata da Sinistra ecologia e libertà del municipio X, è intervenuto il senatore Massimo Cervellini che ha preso l’impegno di portare in parlamento la questione. “Fra poche settimane inizierà la stagione balneare e il nostro litorale, il litorale di Roma, sarà protagonista assoluto dell’estate dei romani e non solo”, spiega Marco Possanzini, coordinatore Sel del municipio X.


“Il mare di Roma è un bene prezioso, un bene comune, raro, forse unico nel suo genere grazie all’immenso patrimonio archeologico, alla macchia mediterranea, alle dune, alla pineta, al vastissimo arenile. Eppure, ciò che lascia senza parole non è la bellezza senza tempo del nostro territorio ma la condizione di sequestro, di prigionia, degli arenili e del mare. Un mare in gabbia, un lungomare trasformato in un “lungomuro”, una cortina di cemento che non solo impedisce di vivere il mare e le spiagge come è giusto che sia, ma addirittura preclude la vista stessa del mare. Il mare di Roma, un bene di tutti sequestrato e diventato privilegio per pochi ospiti paganti. Il “lungomuro” è una intollerabile cicatrice sul volto di Roma”, prosegue l’esponente politico. “Il mare di Roma deve tornare ad essere una risorsa per tutti e non per i soliti noti. La progressiva privatizzazione degli arenili ha avuto come diretta conseguenza la fine sistematica della vocazione turistica del nostro territorio, producendo un danno sociale enorme. Un recente studio ha sottolineato come l’economia che si fonda sul mare di Roma produce un fatturato superiore a quello della Costiera Amalfitana, con l’unica differenza che nel secondo caso la vocazione turistica e l’indotto conseguente garantiscono lavoro e benefici per tutti e non per pochi. Questo modello scellerato, questo tipo di gestione predatoria e padronale degli arenili, ha aperto delle vere e proprie autostrade agli investimenti della criminalità organizzata che, come dimostrato dalle inchieste della magistratura, dagli arresti conseguenti e dai relativi sequestri degli stabilimenti balneari “Village” e “Faber Beach”, ha radici ben salde nel nostro territorio”, continua.



“Il Lido di Roma ha bisogno di soluzioni moderne e non certo di privatizzazioni, lucchetti, mura perimetrali, reticolati, barriere capaci di arricchire sempre le stesse persone a danno dell’intera comunità. Valorizzazione, promozione, rispetto e legalità, devono essere le nostre parole d’ordine, le linee guida per costruire una nuova politica nella città di Roma dove non ci sia più spazio per i furbetti di turno o per collusioni di ogni genere. Per questo Sel X Municipio chiede che il “lungomuro” venga abbattuto in tempi rapidi e certi senza predisporre nessuna forma di compensazione che si tradurrebbe inevitabilmente in nuove autorizzazioni edilizie, nuove cubature e altro cemento sulle nostre spiagge. Allo stesso modo chiediamo che ogni manufatto abusivo, non rispondente alla legge vigente, venga rapidamente abbattuto. Riteniamo giusto, ad esempio, ripensare le concessioni in modo da poter trasformare lo stabilimento chiuso in un sistema di arenili aperto, dove si pagano i servizi a richiesta ma vengono garantiti al pubblico la libera e gratuita fruizione delle spiagge e i servizi essenziali per la tutela e la sicurezza delle persone”, conclude, sottolineando: “il mare è di tutti, liberiamolo dalla gabbia che da decenni lo tiene prigioniero, abbattiamo una volta per tutte il “lungomuro””.