La magnifica ‘creatura’ dell’imprenditore italo-argentino direttamente dalla motor valley modenese a Ostia antica dove ha suscitato la profonda ammirazione e la curiosità dei residenti che l’hanno fotografata postando poi le immagini sui social dove i commenti si sono scatenati

Ostia antica (Rm) – Una Huayra Pagani a Ostia antica. Chissà se questa meraviglia ha già percorso le strade del litorale romano. Verrebbe da dubitarne perché questi capolavori di tecnologia e design sono prodotti artigianalmente in pochissimi esemplari all'anno. Oggi, però, una di queste splendide auto è arrivata a Ostia antica dove ha suscitato la profonda ammirazione e la curiosità dei residenti che l’hanno fotografata postando poi le immagini sui social, dove i commenti si sono scatenati. Chi sarà il proprietario? Da dove proviene? E via di seguito.

 

Horacio Pagani, il visionario imprenditore italo-argentino

Ciò riporta, dunque, alle esclusivissime automobili del visionario imprenditore italo-argentino Horacio Pagani, che ha dato forma e sostanza alle sue ruggenti ‘creature’ nell’italianissima motor valley di Modena. Possederne una richiede cifre impensabili, ma soprattutto molta pazienza per gli interminabili tempi di attesa.
Il nome deriva da Huayra-tata, dio del vento che, secondo la mitologia sudamericana, comanda le brezze, i venti e gli uragani che investono le montagne della cordigliera andina. 

La Pagani Huayra, il secondo capolavoro prodotto dall’azienda modenese di Horacio Pagani

Lo studio della Huayra è iniziato nel 2003 quando la concorrenza rischiava di far invecchiare precocemente la Zonda (il cui progetto risaliva ai primi anni Novanta). L'obiettivo era quindi quello di realizzare una vettura completamente nuova, che rappresentasse la massima espressione tecnologica del mondo automobilistico. Gli otto anni necessari a completare la Huayra sono stati utilizzati per studiare e perfezionare le numerose soluzioni tecniche che nel frattempo erano state utilizzate sulle vetture della famiglia Zonda: una su tutte, il telaio al carbotanio. Anche dal punto di vista estetico il percorso è stato estremamente lungo. Si è infatti partiti da un centinaio di bozzetti per arrivare, dopo numerose ricerche e soluzioni scartate, alla linea definitiva. 

Caratteristiche tecniche, costi, curiosità

Design

La Huayra s'ispira, nelle parole della Pagani, all'elemento dell'aria e ha richiesto sette anni di lavoro, durante i quali il concetto stilistico di base è stato perfezionato fino a raggiungere le forme definitive. Rimane tuttavia un legame evidente con la Zonda, grazie ai doppi fari allo xeno e ai quattro terminali di scarico disposti in quadrato. Gli specchietti, inoltre, sono ispirati alla forma dell'occhio femminile. Le prese d'aria laterali superiori dietro le portiere, riprendono elementi dei caccia militari.

La Pagani Huayra è un vero concentrato di tecnologia

La Pagani Huayra è quindi il secondo capolavoro - dopo la Zonda - prodotto dall’azienda modenese fondata da Horacio Pagani. La Pagani Huayra è un vero concentrato di tecnologia, realizzata con una cura maniacale per i dettagli tecnici e una raffinatezza ed eleganza mai viste prima su una hypercar. Il motore è un V12 da 6.0 litri biturbo sviluppato dal reparto AMG di Mercedes-Benz, accoppiato a un cambio sequenziale a 7 rapporti.

La versione roadster della hypercar modenese ha richiesto uno sviluppo certosino per non far perdere fascino e prestazioni rispetto alla versione chiusa. Da qualunque lato la si osservi, è un’opera d’arte su quattro ruote. E spulciandone le specifiche tecniche, si può notare come la Pagani Huayra Roadster riesca ad essere addirittura più leggera della coupé: un risultato incredibile, ottenuto grazie alla riprogettazione della carrozzeria.
Anche il motore è lo stesso della coupé, ma affinato per l’occasione. La potenza massima sale a 764 CV a 6.200 giri, mentre la coppia massima raggiunge l’incredibile valore di 1.000 Nm disponibili - grazie alla doppia sovralimentazione - già a 2.400 giri.

Ma quanto costano queste creazioni? I prezzi della Huayra coupé, Roadster, BC e delle edizioni speciali

Come capita con alcuni prodotti super esclusivi, - come si legge anche su Internet - non basta mettere mano al portafogli per acquistare una Pagani Huayra: prima bisogna trovarne un esemplare, impresa non affatto facile, e i tempi d'attesa sono davvero lunghi. Lasciando perdere le edizioni speciali, non è facile trovare nemmeno quella standard, se così si può dire di una straordinaria hypercar costruita artigianalmente in maniera sopraffine.

I prezzi partono da circa un milione e mezzo di euro per la coupé, raggiungendo i 3.760.000 euro per la Huayra Roadster BC prodotta in soli 40 esemplari. I 5 esemplari della Huayra Imola sono stati venduti a 5 milioni di euro più Iva (6.100.000 euro in Italia), mentre di altre edizioni speciali non si conosce il prezzo

La Pagani più costosa mai prodotta, però, è la Zonda Barchetta HP, un omaggio alla prima auto costruita da Horacio per i suoi 60 anni sfruttando però il telaio Carbon-Titanium della Huayra, opportunamente modificato. È stata prodotta in soli 3 esemplari, di cui una per Horacio che ha dichiarato di tenerla nel suo salotto di casa e le altre due vendute a un prezzo stimato all’asta di circa 20 milioni di euro.

Gli optional

Quando si tratta di Pagani è possibile customizzare la vettura con richieste personali. L’optional standard più costoso - in listino al prezzo di 160.000 euro - è il Pacchetto Tempesta, che consiste in un pacchetto aerodinamico, scarico in titanio e cerchi in lega super leggeri (-7,2 kg sul peso totale della vettura). Si accoda, poi, la carrozzeria in carbonio esposto offerto al costo di 137.000 euro. 

Gli interni

Le hypercar firmate Pagani non promettono solo prestazioni eccezionali, ma anche una cura nei dettagli certosina in ogni sua parte, abitacolo incluso. Come si vede dalle foto della gallery, gli interni della Pagani Huayra sono lussuosi e tecnologici: in base alla versione e alla customizzazione, sono disponibili pelli pregiate, tessuti unici e ampio uso di fibra di carbonio e titanio. Un capitolo a parte la merita la leva del cambio sequenziale, un'opera d'arte d'ingegneria.

(Foto Facebook)

(Fonte Wikipedia per caratteristiche tecniche)